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STELVIO BIKE DAY

STELVIO

immagini e testi tratti dal magnifico sito http://www.zanibike.net


01/09/2018

visitate anche questi siti:

http://www.stelviobike.eu/

http://www.stelviopark.bz.it/it/radtag/

http://adessopedala.altervista.org/Stelvio.html

http://www.cicloweb.net/itinerari25.htm


E' una delle salite regine delle Alpi. Spettacolare come poche (certi paesaggi si possono ammirare solo oltre i 2.000 metri) con i suoi 48 tornanti e il muro finale (visibile nelle foto) veramente impressionante. Il ciclista che sale per questo versante non rimane indifferente al lungo biscione che si snoda sul lato trentino della montagna. Indimenticabile.
La salita inizia a Prato. Costeggiando il torrente Rio Solda si sale nel bosco con pendenze tranquille nelle quali è meglio mantenere le energie per i punti più impegnativi che si incontreranno più avanti. Dopo 4,5 km si arriva a Ponte allo Stelvio, attenzione, manca poco alla vera salita. Giunti a Gomagoi fino al bivio per Solda si hanno i primi assaggi delle pendenza dello Stelvio. E' proprio in questo tratto che è presente la pietra militare con il numero di tornanti che mancano alla vetta: 48!
Giunti a Trafoi (nome che deriva dalla località "Tre fontane" dov'è presente un santuario raggiungibile a piedi dal paese), all'ottavo chilometro, si può riprendere fiato per l'ultima volta peché da qui in poi la salita non scherza.
Il tutto inizia con una serie di tornanti nel bosco ai fianchi della montagna, e le pendenze non danno mai tregua sotto le ruote. Il punto più impegnativo, come ormai sanno tutti quelli che hanno affrontato questa salita, è un breve tratto vicino all'albergo Weisser Knot, intorno al 14 km. Da qui in poi, il panorama e la vista si aprono perché il bosco diventa sempre più rado. Dagli otto chilometri dalla vetta si inizia a vedere il maestoso paesaggio delle Ortles e in alto, oltre un muro che, ricordo, si dovrà affrontare interamente in una susseguirsi senza fine di tornanti, si può vedere il passo con i suoi alberghi.
E' uno dei pochi passi in cui la vetta è visibile da così lontano. Mentre si pedala si provano strane emozioni nel vedere il passo così lontano e la strada che scorre sempre troppo lentamente sotto le ruote e non è raro staccare lo sguardo per ammirare la vetta. Non c'è tregua su tutta la parete, pendenze dall'8 al 10% accompagnano il ciclista fino in vetta, ma la soddisfazione giunti in vetta è enorme.
Che dire in conclusione di questa salita? Bellissima, memorabile, ok? ma è tutto oro quello che luccica? Così come lo Stelvio da Bormio o il Gavia da Ponte di Legno è troppo trafficato soprattutto nella stagione estiva (la settimana di ferragosto sembra una città nei giorni feriali nell'orario di punta). L'ideale è partire il mattino molto presto, oppure con il tempo nuvoloso anche se questo comporta dei rischi come improvvisi acquazzoni o, in quota, la neve com'è successo a noi autori; e non è molto salutare trovarsi in pantaloncini e maglietta a 2.700 metri all'inizio di una nevicata (e non pensate che sia un evento raro da incontrare).


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